Associazione Istruzione Unita Scuola-Sindacato Autonomo

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mercoledì 7 ottobre 2015

COMUNE PZ: MENSE SCOLASTICHE APERTE DAL 3 NOVEMBRE

7.10.15-ore 17,10: Apriranno il prossimo 3 novembre le mense scolastiche potentine. 

Le famiglie interessate al Servizio di Ristorazione scolastica, per l’anno scolastico 2015/2016, devono presentare istanze di iscrizione al servizio, istanze che dovranno pervenire all'Ente non oltre il 25 ottobre 2015 esclusivamente per via telematica, utilizzando il link all'interno del portale web istituzionale, di seguito indicato: http://www.comune.potenza.it/iscrizioniscolastiche/. La presentazione della certificazione ISEE è obbligatoria per gli utenti che chiedono di poter usufruire della tariffa agevolata. In caso di richieste di diete speciali va compilato l'apposito campo, allegando in caso di intolleranze / allergie o malattie metaboliche, il certificato medico (pediatra o specialisti). Le modalità e i termini di pagamento per usufruire del Servizio sono riportati sulla domanda di iscrizione, la cui sottoscrizione comporta l'accettazione delle stesse. Per essere ammessi alla fruizione del servizio, è necessario in ogni caso, oltre alla presentazione della domanda, anche il pagamento anticipato, entro e non oltre il 31 ottobre 2015 dei primi 25 pasti (o multipli) per le Scuole dell'Infanzia, di un minimo di 20 pasti (o multipli) per le Scuole Primarie, e di un minimo di 10 pasti (o multipli) per le Scuole Secondarie di Primo grado. Coloro che avanzeranno istanza sono tenuti a indicare nella domanda di iscrizione i propri recapiti, indirizzo di posta elettronica e cellulare sempre attivi, dove poter ricevere le comunicazioni sia da parte del Comune sia da parte della Società Cooperativa Multiservice Sud.

FONTE AGR

martedì 6 ottobre 2015

Permessi facoltativi: applicazione dei riposi per allattamento

Rinuncia anche parziale ai riposi per allattamento in quanto permessi facoltativi, senza sanzioni per l'azienda: interpello e chiarimenti dal Ministero del Lavoro.

I quotidiani riposi per allattamento, diritto della lavoratrice madre nel primo anno di vita del figlio, sono permessi facoltativi da richiedere e non un obbligo automatico dell’impresa nei confronti della dipendente: quest’ultima può usufruirne o meno, senza che la rinuncia comporti per il datore di lavoro il pagamento di sanzioni. Lo chiarisce il ministero del Lavoro rispondendo a un interpello, su questi permessi regolamentati dall’articolo 39 del Dlgs 151/2001 (testo unico a sostegno di maternità e paternità).
«Il datore di lavoro deve consentire alle lavoratrici madri, durante il primo anno di vita del bambino, due periodi di riposo, anche cumulabili durante la giornata. Il riposo è uno solo quando l’orario giornaliero di lavoro è inferiore a sei ore».
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Così recita la legge. La corretta interpretazione del Ministero è che il diritto a fruire dei riposi ha carattere potestativo, cioè è un diritto della lavoratrice madre, a cui corrisponde dal lato del datore di lavoro una posizione giuridica passiva di soggezione e non di obbligo. In parole semplici, il datore di lavoro deve consentire alla madre la fruizione dei permessi per allattamento davanti aesplicita richiesta (non può opporsi). Ma non c’è alcun un obbligo, diversamente da quanto previsto per l’astensione di maternità.
La lavoratrice madre può scegliere se esercitare o meno il proprio diritto ai riposi per allattamento. Nell’ipotesi in cui chieda i permessi facoltativi e il datore di lavoro non ne consenta il godimento, scattano invece le sanzioni previste dall’articolo 46 del Testo Unico sulla maternità e paternità.
Se è la lavoratrice a non voler utilizzare i permessi, e quindi a non richiederli, allora non scatta nessuna sanzione. Questo principio si applica anche alla lavoratrice che in un primo momento ha chiesto i riposi facoltativi ma poi rinuncia ai permessi in un secondo tempo, in modo spontaneo e per proprie esigenze, anche sono parzialmente. In pratica, può scegliere di non usufruire di alcune giornate senza che scatti nessuna violazione e nessuna sanzione. Il ministero sottolinea infine che:
 «resta ferma la possibilità, da parte degli organi di vigilanza, di effettuare eventualiverifiche sulla spontaneità della rinuncia» a usufruire dei permessi allattamento, che deve quindi essere «giustificata da ragioni che rispondano in modo  inequivocabile ad un interesse della lavoratrice (come la frequenza di un corso di formazione, impossibilità di rientrare in casa in ragione di uno sciopero dei mezzi pubblici)».
Ricordiamo brevemente che i riposi per allattamento sono di un’ora ciascuno, sono considerati ore lavorative agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro, comportano il diritto della donna a uscire dall’azienda. I due riposi sono cumulabili, quindi la lavoratrice può uscire due ore prima. Se il bambino va all’asilo nido o in un’altra struttura per l’infanzia, istituita dal datore di lavoro nell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze, i due riposi sono di mezz’ora ciascuno. Se infine l’orario di lavoro è inferiore sei ore al giorno, è previsto un solo riposo di un’ora.
Fonte: interpello 23/2015 ministero del Lavoro